Valentina
Apparsa per la prima volta sulla rivista Linus nel 1965, Valentina è uno dei personaggi femminili dei fumetti più noti in tutto il mondo: l'unica capace di brillare di luce propria senza bisogno di un protagonista maschile.
Per questo, oltre che dagli uomini, essa è molto apprezzata dalle donne come simbolo d'indipendenza, fascino e seduzione.
Il suo stile, innovativo e anticipatore, la rende ancora oggi incredibilmente attuale.
La complessità del carattere, ricco di sfaccettature e contraddizioni, è una delle chiavi del suo successo, tanto che molte donne hanno finito con l'identificarsi in lei.
Mio padre si è sempre preoccupato di costruirle intorno un mondo credibile.
La data di nascita, la carta d'identità, il naturale invecchiamento (unico caso nel mondo dei fumetti), le relazioni, il figlio, il lavoro, la macchina, i vestiti, gli oggetti: tutto è reale, fedele riproduzione di un quotidiano possibile.
A questo proposito, una sua frase, ripresa da un'intervista del 1990, mi sembra perfetta per descrivere la modernità di questo personaggio:
"Il fatto che Valentina fosse una ragazza che lavorava era per me estremamente importante.
Tutti i fumetti precedenti erano molto maschilisti.
Le figure femminili erano importanti in quanto donne del protagonista, amanti, fidanzate.
L'unico caso di donna protagonista che l'ha preceduta è stato quello di Barbarella.
Ma, a differenza dell'eroina di Jean-Claude Forest, Valentina ha una vita reale, è una donna emancipata, impegnata politicamente, che convive con un uomo, sempre lo stesso, nonostante alcune scappatelle.
Una donna che ama la città e le sue mille sollecitazioni.
Le piace andare al cinema, ascoltare musica, muoversi in metropolitana e stare nel caos della vita quotidiana".
Antonio Crepax